Che significa il sorriso del neonato?

Il piccino di pochi giorni assume con il suo visino delle espressioni che fanno pensare al sorriso e che vengono associate ad uno stato di benessere fisico, di appagamento e di sazietà. Il sorriso del neonato si manifesta, infatti, dopo le poppate che hanno riempito di buon latte il suo pancino e dopo la vicinanza intima con il centro della sua piccola vita: la sua mamma che lo accarezza e gli sussurra tenere paroline.

Quando era ancora nel pancione, durante l’ultimo trimestre di gravidanza, grazie alle moderne tecnologie ecografiche, si è stati in grado di osservare molte espressioni del suo visino, tra cui il sorriso e il “distresss” ossia l’espressione che il bimbo assume quando, una volta nato, piangerà per esprimere situazioni negative come la fame o il dolore provocato da coliche.

A pochi giorni dalla nascita il bimbo assume espressioni facciali a seconda dei diversi stati d’animo, dolore, disagio, neutralità e benessere.

Il bimbo, quando ha dolore piange con la bocca aperta e gli occhi chiusi, il viso diventa rosso e la fronte si corruga. Se il dolore è fisico piange tenendo gli occhi chiusi.

 

Il disagio viene manifestato quando il neonato tiene la bocca a u rovesciata e occhi aperti come se volesse controllare l’ambiente che lo circonda.

Il bimbo è invece neutrale quando la bocca è aperta a forma di O e occh aperti.

Infine il benessere, la gioia quando la bocca è semiaperta e sorridente, gli occhi sono socchiusi e il visetto è disteso.

Inizialmente le espressioni appaiono spontaneamente senza una reale o apparente relazione con il mondo esterno, ma intorno alle 4 o 5 settimane di vita il sorriso del neonato appare quando guarda la mamma che sarà seguito da gridolini e gorgheggi, indici del suo profondo attaccamento alla madre. Il suo visino diventa più aperto e disteso, gli occhi si illuminano, la bocca si apre. Intorno alle 16 settimane il suo sorriso viene definito “di padronanza”perché ormai il neonato comprende meglio l’ambiente e prevede cosa potrebbe accadere. Ad esempio butta qualcosa a terra perché prevede che la mamma lo raccolga e glielo porga. Inizia cioè a comprendere il rapporto tra causa ed effetto e manifesta una nuoca conoscenza, un evolversi del suo processo cognitivo. E sorride.

In questa fase di crescita il bambino gioisce per le cose che può prevedere e si diverte per un gesto ripetuto, come il gettare un oggetto che la mamma raccogli, un suono che sente spesso, come “bau, bau, sette” oppure il rumore che fa un giochino quando viene premuto.

I genitori possono ripetere questi stimoli senza timore che il bimbo si annoi per la loro ripetitività, il bambino continuerà a divertirsi e ad avere sul suo visino il sorriso di gioia e appagamento.

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